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martedì 2 febbraio 2016
Ludwig von Mises e il nostro tempo. Scuola di Liberalismo 2016 Catanzaro
giovedì 28 gennaio 2016
Cartolarizzazione dei crediti
Cosa sono le operazioni di
cartolarizzazione dei crediti?
In cosa consistono concretamente?
Sono alcune
domande che tutti noi ci poniamo e non diamo risposte; poiché pensiamo che
siano argomentazioni estremamente tecniche non comprensibili.
Vediamo di
affrontare l’argomento con un esempio.
Noi
probabilmente non abbiamo crediti verso
nessuno o ne abbiamo ben pochi, ma così può non essere per un imprenditore/banca
che in relazione alla sua attività ed ai rapporti che ne derivano, si trova ad
avere, crediti verso altrettanti debitori (probabilmente, i suoi clienti).
Queste banche, dunque, si deve dare carico di riscuotere detti crediti, di
agire esecutivamente contro i debitori inadempienti (fra tanti debitori ci
saranno quelli che pagano puntualmente e spontaneamente, ma ci saranno anche
debitori morosi; debitori che si trasferiscono in Nuova Guinea, facendo perdere
le proprie tracce; debitori che muoiono prima di pagare), di insinuarsi nei
loro fallimenti (fra tanti debitori, qualcuno che fallisce c'è sempre), di
coltivare i giudizi contro i debitori che -a torto o a ragione- contestano
l'esistenza del loro debito.
venerdì 15 gennaio 2016
Baratto o nuova moneta, una occasione per discutere del denaro e come i governi distruggono la ricchezza
“Non hai i soldi per
pagare le tasse locali? le puoi pagare prestando un servizio al Comune”.
E’ questa una bella idea
elaborata da alcuni Sindaci di piccoli comuni, tra cui anche San Bellino in provincia
di Rovigo.
Molti ritengono che questa forma di pagamento sia una sorta
di baratto, io invece la considero come una nuova moneta “Jobcoin” che ha come
sottostante il lavoro.
Se pochi possono
disporre della nuova moneta digitale “bitcoin” (link); tutti possono disporre
dei “Jobcoin”.
giovedì 31 dicembre 2015
Le buffonate antismog del ministro Galletti e sindaci.
Riporto i provvedimenti antismog programmati dal governo con i sindaci
1) abbassamento dei limiti di velocità di 20 km/h in aree urbane estese al territorio comunale e alle eventuali arterie autostradali.
Non serve a nulla, fanno rallentare il traffico e la permanenza delle auto nelle città.
Cosa fare realmente:
- rendere accessibili i costi dei parcheggi delle auto, in alcune città si paga fino a 2,5 euro/h
- potenziate il servizio dei trasporti comunali incentivando le iniziative private
- fare utilizzare i servizi di trasporto pubblico a tutti i dipendenti pubblici e politici
- dotare l'amministrazione pubblica di auto elettriche.
lunedì 28 dicembre 2015
Uno scritto di Luigi Einaudi quanto mai attuale
... migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli.
E' la vocazione naturale che li spinge, non soltanto la sete di denaro.
Il gusto, l'orgoglio di vedere la propria azienda (attività) prosperare, acquisire credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, abbellire le sedi, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno.
Se così non fosse, non si spiegherebbero come si siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie e investono tutti i loro capitali per ritrarre spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente attenere con altri impieghi.
Luigi Einaudi
E' la vocazione naturale che li spinge, non soltanto la sete di denaro.
Il gusto, l'orgoglio di vedere la propria azienda (attività) prosperare, acquisire credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, abbellire le sedi, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno.Se così non fosse, non si spiegherebbero come si siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie e investono tutti i loro capitali per ritrarre spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente attenere con altri impieghi.
Luigi Einaudi
venerdì 11 dicembre 2015
Se il contribuente salva il risparmiatore, chi salva il contribuente?
Mercoledì Sera ho partecipato ad una lezione di Matteo Corsini su Scuola Austriaca di Economia, presso l'Aula Magna della Facoltà di Economia di Bologna. Il dott. Corsini è uno dei massimi esperti di liberismo ed ho pensato di pubblicare (su sua autorizzazione) alcuni suoi scritti che ci aiutano a capire diverse problematiche.
"Continuano a crescere la confusione e la baruffa politica in merito all'applicazione del meccanismo di risoluzione a quattro banche da tempo in amministrazione straordinaria. L'operazione, coordinata da governo e Banca d'Italia in accordo con la Commissione Ue, ha evitato il "bail-in", che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2016, ma ha comportato l'azzeramento sia delle azioni, sia delle obbligazioni subordinate emesse dalle banche in questione."In sostanza sono state create quattro nuove banche che hanno ereditato da quelle in amministrazione straordinaria gli asset non deteriorati e il personale, mentre il capitale è stato sottoscritto dall'autorità di risoluzione mediante i contributi al fondo unico di risoluzione da parte delle altre banche (quelle sane, o meno malate). Queste banche hanno finora dovuto versare la quota di contribuzione relativa al 2015, oltre ad anticipare ulteriori tre quote annuali. E non è detto che il conto non aumenterà nuovamente. I crediti deteriorati sono stati conferiti a una "bad bank" unica, dopo significativa svalutazione. Quanto alle vecchie banche in amministrazione straordinaria, verranno liquidate.
martedì 1 dicembre 2015
I MAESTRI DEL LIBERISMO
Tratto da "L'innocenza del mercato" pensieri liberali di L. Von Mises
"Contrariamente alla credenza popolare, le nazioni non combattono le guerre per consentire ai produttori di armi di arricchirsi. I produttori di armi esistono perché le nazioni si combattono . Gli imprenditori e i capitalisti che producono armi costruirebbero altri beni, se la domanda di armi non fosse più elevata di quella degli altri beni"
"Contrariamente alla credenza popolare, le nazioni non combattono le guerre per consentire ai produttori di armi di arricchirsi. I produttori di armi esistono perché le nazioni si combattono . Gli imprenditori e i capitalisti che producono armi costruirebbero altri beni, se la domanda di armi non fosse più elevata di quella degli altri beni"
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